Costituzione in giudizio del resistente

La costituzione in giudizio della parte resistente può avvenire, entro sessanta giorni dalla avvenuta notifica del ricorso, mediante:

  1. deposito, presso la segreteria della Commissione Tributaria adita, del fascicolo contenente le controdeduzioni, in tante copie quante sono le parti in giudizio, e i documenti offerti in comunicazione (art. 23, D. Lgs. n° 546/92).
  2. deposito delle controdeduzioni e degli altri documenti offerti in comunicazione, notificati a mezzo pec, mediante il Sistema Informativo della Giustizia Tributaria (SIGIT), secondo le  disposizioni sul processo tributario telematico (PTT) dettate dal D.M. 23/12/2013, n.° 163 e dai successivi decreti attuativi (Accesso al PTT). Ai fini del deposito è necessario inserire il numero di iscrizione a ruolo della causa (art 16 bis, comma 3, D. Lgs. n° 546/92). Nelle controdeduzioni sono esposte le proprie difese, le prove di cui intende valersi, le eccezioni prcessuali o di merito non rilevabili d'ufficio e l'eventuale chiamata in causa di terzi. In merito, si evidenzia che l'articolo 16 (Giustizia tributaria digitale) del D. L. n° 119/2018, modificando il comma 3 dell'articolo 16 bis del D. Lgs. n° 546/92, ha disposto l'obbligo della costituzione in giudizio di I° e II° grado con modalità telematica relativamente ai ricorsi notificati a decorrere dal 1° luglio 2019. La stessa modifica normativa chiarisce che per i ricorsi già iscritti a ruolo, in casi eccezionali il Presidente di Commissione o di Sezione, può autorizzare, con provvedimento motivato, il deposito con modalità diverse da quelle telematiche. Si precisa che il suddetto obbligo non vale per i soggetti che decidono di non avvalersi dell'assistenza tecnica nelle cause di valore inferiore ai tremila euro (articolo 16 bis, comma 3 bis del D. Lgs. n° 546/92); tuttavia se intendono avvalersi della modalità telematica ai fini della costituzione in giudizio devono avere un indirizzo di posta elettronica certificata da indicare nel ricorso (art. 16 bis, comma 3 bis del D. Lgs. n° 546/92).     

Al fine di semplificare le attività correlate al PTT va evidenziato che il citato articolo16 del D. L. n° 119/2018 con la previsione dell'articolo 25 bis del D. Lgs. n° 546/92, attribuisce sia al difensore del contribuente e sia al difensore e al dipendente di cui si avvalgono l'ente impositore, l'agente della riscossione ed i soggetti iscritti nell'albo per la riscossione degli Enti locali, il potere di certificazione della conformità degli atti, ovvero di attestare la conformità delle copie degli atti e dei documenti in loro possesso in originale o in copia conforme, secondo le modalità previste dal Codice dell'amministrazione digitale. Analogo potere di certificazione in conformità è riconosciuto anche per gli atti estratti dal fascicolo processuale telematico formato ai sensi dell'articolo 14 del decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 23 dicembre 2013, n° 163. La copia informatica o cartacea munita dell'attestazione di conformità, come sopra descritta, equivale all'originale o alla copia conforme dell'atto o del provvedimento detenuto ovvero presente nel fascicolo informatico. L'estrazione delle copie autentiche del fascicolo informatico è esonerata dal pagamento dei diritti di copia.

Infine, si ricorda che con il medesimo D. L. n° 119/2018 è stata data anche un'interpretazione autentica alla formulazione del comma 3 dell'articolo 16 bis del D. Lgs. n° 546/92, vigente prima della modifica intervenuta con il D. L. n° 119/2018 sopra richiamato e che andrà in vigore dal 1° luglio 2019: le parti possono utilizzare in gni grado di giudizio la modalità telematica "indipendentemente dalla modalità prescelta dalla controparte nonchè dall'avvenuto svolgimento del giudizio di primo grado con modalità analogiche".

Nel giudizio di appello, la parte resistente (soggetto privato o ente impositore) deve costituirsi in giudizio nei modi e nei termini previsti per il primo grado, depositando le relative controdeduzioni.