Costituzione in giudizio del ricorrente

La costituzione in giudizio del ricorrente può avvenire, a pena di inammissibilità, mediante:

  1. deposito del ricorso notificato, o trasmissione dello stesso a mezzo posta, in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento, presso la segreteria della Commissione Tributaria adita, entro 30 giorni dalla data di notifica (art. 22, D. Lgs. n° 546/92)
  2. deposito del ricorso, previamente notificato a mezzo pec, mediante il Sistema Informativo della Giustizia Tributaria (SIGIT), (art. 16 bis, comma 3, D. Lgs. n° 546/92), secondo le  disposizioni sul processo tributario telematico (PTT) dettate dal D.M. 23/12/2013, n.° 163 e dai successivi decreti attuativi  (Accesso al PTT). In merito, si evidenzia che l'articolo 16 (Giustizia tributaria digitale) del D.L. n° 119/2018 modificando il comma 3 dell'articolo 16 bis del D.Lgs. n° 546/92, ha disposto l'obbligo della costituzione in giudizio in I° e II° grado con modalità telematica relativamente ai ricorsi notificati a decorrere dal 1° luglio 2019. La stessa modifica normativa chiarisce che per i ricorsi già iscritti a ruolo, in casi eccezionali il Presidente di Commissione e di Sezione, può autorizzare, con provvedimento motivato, il deposito con modalità diverse da quelle telematiche. Si precisa che il suddetto obbligo non vale per i soggetti che decidono di non avvalersi dell'assistenza tecnica nelle cause di valore inferiore ai tremila euro (articolo 16 bis, comma 3 bis del D. Lgs. n° 546/92); tuttavia se intendono avvalersi della modalità telematica ai fini della costituzione in giudizio devono avere un indirizzo di posta elettronica certificata da indicare nel ricorso (art. 16 bis del D.Lgs. n° 546/92).

Contestualmente alla costituzione, il ricorrente deve depositare la nota di iscrizione (NIR), scaricabile in pdf – doc (NIR CTP, NIR CTR), contenente l’indicazione delle parti, del difensore, dell’atto impugnato, della materia del contendere, del valore della controversia e della data della notificazione. Unitamente a quanto già indicato, il ricorrente deposita il proprio fascicolo, con l’originale o la fotocopia dell’atto impugnato, se notificato, e i documenti che produce in originale o fotocopia.

Al fine di semplificare le attività correlate al PTT, va evidenziato che il citato articolo 16 del D.L. n° 119/18 con la previsione dell'articolo 25 bis del D. Lgs. n° 546/92, attribuisce sia al difensore del contribuente e sia al difensore e al dipendente di cui si avvalgono l'ente impositore, l'agente della riscossione ed i soggetti iscritti nell'albo per la riscossione degli Enti locali, il potere di certificazione della conformità degli atti, ovvero di attestare la conformità delle copie degli atti e dei documenti in loro possesso in originale o in copia conforme, secondo le modalità previste dal Codice dell'amministrazione digitale. Analogo potere di certificazione in conformità è riconosciuto anche per gli atti estratti dal fascicolo processuale telematico formato ai sensi dell'articolo 14 del Decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 23 dicembre 2013, n° 163. La copia informatica o cartacea munita dell'attestazione di conformità, come sopra descritta, equivale all'originale o alla copia conforme dell'atto o del provvedimento detenuto ovvero presente nel fascicolo informatico. L'estrazione delle copie autentiche dal fascicolo informatico è esonerata dal pagamento dei diritti di copia.

Infine, si ricorda che con il medesimo D.L. n° 119/2018 è stata data anche un'interpretazione autentica alla formulazione del comma 3 dell'articolo 16 bis del D. Lgs. n° 546/92 vigente prima della modifica intervenuta con il D. L. n° 119/18 sopra richiamato e che andrà in vigore dal 1° luglio 2019: le parti possono utilizzare in ogni grado di giudizio la modalità telematica "indipendentemente dalla modalità prescelta da controparte nonchè dall'avvenuto svolgimento del giudizio di primo grado con modalità analogiche".

Le disposizioni relative alla costituzione in giudizio del ricorrente si applicano anche alla costituzione in giudizio dell'appellante.